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Sonda

Il libro utile

01
Settembre
2017
La via sobria dell’editoria

La via sobria dell’editoria

Edizioni Sonda, il blog
Scritto da: Antonio Monaco e Paola Costanzo

Mi sono ispirato più a Piero Gobetti che a Giulio Einaudi.

Perché il primo attribuiva lo stesso valore e dedicava la stessa dedizione a incontrare un nuovo autore e a preparare i pacchi per spedire i libri. Mi sono sempre identificato con chi ha progettato la “rivoluzione liberale” anziché la “riforma sociale” (i titoli delle riviste con cui i due editori hanno cominciato).

Se esiste una mentalità da piccolo editore diversa da quella del grande editore credo che ben si possa riferire a queste due figure di editori torinesi.

Giulio Einaudi non è mai stato un piccolo editore perché ha sempre spregiudicatamente pensato in grande, e perché ha costituito da subito la sua casa editrice con tutte le caratteristiche, compreso il mito, che la rendessero tale.

Invece Piero Gobetti non è diventato un grande editore non perché gli è stato violentemente impedito di continuare il suo lavoro, ma perché esiste un modo sobrio e rigoroso di affrontare il rischio e il cambiamento, e un modo arrogante e spregiudicato. E questo risulta evidente da subito, per molti editori della mia generazione.


[Paola: non ho mai letto nulla pubblicato da Gobetti, ma la sua espressione stralunata, la sua vita breve ma intensa, me lo ha fatto sempre accostare alle falene, che si bruciano per un’attrazione fatale per la luce. Invece mi ha sempre disturbato “Giulietto” quando faceva le visite agli stand del Salone del Libro commentando i tuoi libri con gli accompagnatori del momento, come se tu non esistessi].

 



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