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Sonda

Il libro utile

10
Novembre
2017
Cosa significa essere editore?

Cosa significa essere editore?

Scritto da: Antonio Monaco e Paola Costanzo

Quando ho avuto veramente la sensazione di essere diventato editore?

Ogni casa editrice è un’impresa e certamente la continuità operativa, i risultati economici e i riconoscimenti pubblici hanno un peso e una rilevanza nella propria percezione professionale.

Se provo però a sintetizzare in un’emozione completa, in grado di farmi percepire raggiunto il mio obiettivo infantile è stato nel 1990, d’estate, sulla tratta Milano-Torino.

Stavo attraversando le carrozze per trovare un posto quando vedo una ragazza che stava leggendo La liquidazione del corpo di Raffaella Rossellini.

Un nostro libro pubblicato l’anno precedente, con la prefazione di Franco Battiato. Un saggio sulla danza, sul corpo e sul movimento: un libro rigoroso e godibilissimo, capace di dare sensazioni piacevolissime e di bloccarti con la sensazione che proprio perché siamo immersi in un corpo «non ci sia un posto per nascondersi».

Avevo visto molte volte i nostri libri acquistati o ricevuto commenti di lettura dei nostri libri, ma osservare quel gesto di lettura casuale mi diede una sensazione ingenua e assoluta. Pensai: Missione compiuta!


[Paola: io sono un «redattore». Sento la stessa ossessione per le parole e per le regole delle loro possibili combinazioni che provavano Cesare Pavese e Italo Calvino. Sento le frasi di un testo come pennellate decise, e un testo compiuto come un quadro riuscito. Ma so bene di non essere un artista né una scrittrice. Sono sicura di me solo quando mi sento in stato di necessità, quando devo rubare il tempo alla mia vita per riuscire a leggere, correggere, suggerire e rileggere per conto dei nostri autori].


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