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Cacciatori di bufale

Cacciatori di bufale

Come riconoscere e smascherare le notizie infondate e le leggende metropolitane nella realtà e nel Web

BROSSURA - 128 pagine

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Descrizione

Verosimili, intriganti, quasi vere…
Tutte però inventate di sana pianta.
Bisogna saperle riconoscere subito e smascherarle, perché non sono mai innocue.
Questo libro spiega ai ragazzi (e ai loro genitori e insegnanti) come fare per non farsi menare per il naso dalla bufala di turno!

Lo yeti, le catene di Sant’Antonio, i coccodrilli nelle fogne, l’attacco alle Torri gemelle, lo sbarco sulla Luna… sono solo alcune delle più diffuse. Storie, create e tramandate per ingannarci. Ce ne sono di storiche, artistiche, linguistiche, mediatiche, geografiche, letterarie, perfino «paranormali».

Nella prima parte del libro, le autrici esaminano le più note e curiose: come sono nate e diffuse, perché sono fasulle.
Nella seconda, invitano insegnanti e ragazzi a scendere in campo e a diventare veri cacciatori di bufale, fornendo tutti gli strumenti e le spiegazioni per riconoscere le più famose e ricrearle con gli amici e i compagni di classe in esperimenti divertentissimi: dai cerchi nel grano alle uova mummificate, dalle foto ritoccate alle predizioni astrologiche.

Dopo aver letto questa guida, smascherare le «bufale» diventerà un gioco da ragazzi!

Dettagli prodotto

Isbn: 978 88 7106 852 7
Pagine: 128
Anno pubblicazione: 2017
Collana: Guide
Formato: 13x21 cm
Rilegatura: Brossura

Lo sapevi che...?

Il Vocabolario della Crusca ci ricorda che il termine "bufala" deriva dall'espressione "menare per il naso come una bufala": in altre parole, portare a spasso qualcuno trascinandolo come si fa con i buoi e i bufali, per l'anello attaccato al naso.
Nel dialetto romanesco spesso indica, in analogia all'animale, una "persona ottusa e rozza" ma potrebbe anche derivare dalla “bufalata”, una festa toscana dove venivano fatte correre le bufale e si facevano giochi, scherzi e mascherate.
Oggi per bufale intendiamo notizie, o storie, o fatti di cronaca falsi, che giornali, radio, televisione, web diffondono come veri attraverso i canali della comunicazione verticale: quella che parte dall’alto (dagli organi d’informazione) e scende verso il basso, fino al cittadino. Se le bufale possono essere smentite abbastanza facilmente, le leggende metropolitane sono invece storie false che si diffondono attraverso la comunicazione orizzontale, e sono per questo quasi impossibili da smascherare.

Tags: Antropologia, Cultura, Educazione, Ragazzi, Società

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