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Divieto di caccia

Divieto di caccia

Tutto quello che i cacciatori non vogliono farci sapere

BROSSURA - 80 pagine

€ 10,00

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Descrizione

La caccia è una pratica che si perde nella notte dei tempi, le cui origini risalgono addirittura tra i 2 e i 3 milioni di anni fa. Con il passare dei secoli, però, la sua funzione è cambiata: da mezzo di sostentamento necessario a «disciplina sportiva» o passatempo.
Si è creata così una netta divisione: ferventi sostenitori da una parte, accaniti avversari dall’altra. Questo saggio esamina, in tutte le loro contraddizioni, le giustificazioni e i luoghi comuni più diffusi sulla caccia, confutandoli uno a uno: con uno stile limpido, senza giri di parole, affronta i danni che questa attività causa non solo agli animali e alla natura, ma anche a coloro che la praticano (e la subiscono); si sofferma sui suoi aspetti patologici e morbosi; i suoi eccessi, come il bracconaggio e illustra cosa prevede la nostra legislazione in materia. Arricchito da informazioni e sondaggi aggiornati sulla situazione italiana, con un contributo di Massimo Tettamanti sulla scottante questione della sicurezza della caccia per gli esseri umani (oltre 100 vittime all’anno).

Dettagli prodotto

Isbn: 978 88 7106 663 9
Pagine: 80
Anno pubblicazione: 2012
Collana: Saggi
Formato: 13x21 cm
Rilegatura: Brossura

Lo sapevi che...?

«Nei 5 mesi dell’apertura della caccia, il numero di morti per arma da fuoco indica che i cacciatori sono, come minimo, 10 volte più pericolosi rispetto alla persona comune, considerando nella media anche la criminalità comune e quella organizzata. In un sondaggio nazionale sull’abolizione della caccia, alla domanda: “È favorevole all’abolizione della caccia?”, gli italiani hanno così risposto: 72% Sì; 22% No; 6% Non so. E non credo servano ulteriori commenti».

Massimo Tettamanti, chimico ambientale e criminologo forense.

Tags: Animali, Ecologia, Empatia, Impronta ecologica, Natura, Sofferenza, Sostenibilità, Violenza

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