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A Gorizia, sabato 19 maggio, Gianni Zaffagnini presenta I calendari Maya, nell’ambito di èStoria 2012 - Festival Internazionale della Storia.
Diego TroncaIrlandesi
Se li conosci non li eviti152 pagine, formato: cm 13 x 21 con alette
Anno: 2006
Collana: Luoghi non comuni stranieri
Prati verdeggianti popolati da fate, gnomi e folletti; serate nei pub a scolarsi pinte di Guinness e ad ascoltare musica tradizionale; i racconti dei vecchi irlandesi sugli elfi; i cottage bianchi con i tetti di paglia e le scogliere mozzafiato; la quiete e il silenzio dei villaggi; la simpatia e il gusto per la battuta degli irlandesi così simili a noi italiani; e poi gli U2 e i Cranberries, la festa di san Patrizio, poeti e scrittori come William B. Yeats, Oscar Wilde, Bernard Shaw e James Joyce.
Ecco ciò che incanta ogni anno migliaia di nostri connazionali che visitano o addirittura si trasferiscono nell’isola di smeraldo. E non è certo poco, ma sarà poi tutto vero?
Ci aiuta a scoprirlo Diego Tronca, veterinario prestato alla scrittura, che ha imparato a conoscere bene l’Irlanda vivendoci per diversi anni e che ci mette in guardia: non si è mai abbastanza preparati agli imprevisti e alle sorprese. Gli irlandesi sono convinti di essere il popolo più ospitale e amichevole del mondo, nonostante le obiezioni degli immigrati che dopo dieci anni ancora non sono riusciti a fare amicizia con i colleghi di lavoro. Se non in quei brevi momenti di lucidità al pub, prima che sopravvenga il solito oblio alcolico.


In carica...










Ho letto con attenzione il libro di Diego Tronca sull’Irlanda e gli Irlandesi. Lo ritengo un lavoro ben fatto e di piacevole lettura. L’unica critica che mi permetto di muovere è rivolta all’insistente citazione del “quadrifoglio” come simbolo dell’Irlanda (vedi pagg. 13,36,90,103). A me risulta che lo Shamrock sia il “trifoglio” usato, fra l’altro, da San Patrizio per spiegare il mistero della Trinità alle tribù irlandesi durante i suoi viaggi di evangelizzazione.
Un cordiale saluto e buon lavoro. Slàn!