S.P.Q.R.
I romani: “2 milioni e 700 mila belve furiose, alle quali si cerca di insegnare che una città è un agglomerato urbano esteso e popoloso e non una palestra di menefreghismo”. Per i romani è ostico immaginare che esistano beni comuni, oltre ai mariti, alle mogli, alla Roma e alla Lazio. Ciò spiega il deteriorarsi di infrastrutture e della struttura urbana. Si pigia il tasto dell’ascensore come se fosse il pulsante di autodistruzione dell’umanità. Si utilizza un bagno pubblico come se fosse una discarica dismessa. Roma cambia il pelo, insomma, ma non i suoi abitanti… Eppure, Roma è splendida e
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