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Sonda

Il libro utile

08
Aprile
2015
Careful with that axe, Hugo

Careful with that axe, Hugo

Come una cordata di fondamentalisti cristiani sta conducendo un attacco al cuore della fantascienza
Scritto da: Beniamino Sidoti

Il premio Hugo, insieme con il Nebula, è probabilmente il più importante premio letterario per la fantascienza a livello mondiale: il 4 aprile sono stati resi pubblici i finalisti, per tradizione segnalati dagli appassionati (dove per appassionati si intendono i partecipanti alla WorldCon, l’appuntamento annuale itinerante della fantascienza mondiale). Il meccanismo di segnalazione fino a qualche anno fa funzionava abbastanza: recentemente però è stato oggetto di scalate e di attacchi organizzati che con le candidature 2015 ha raggiunto un punto di non ritorno.

 

Ne fa un’ottima sintesi il Corriere della fantascienza: c’è un gruppo di autori di fantascienza che rivendica una sua visione politica, i Sad Puppies, appartenenti al composito ambiente della destra cristiana. E un altro gruppo, i Rabid Puppies, ispirato al primo ma ancora più estremista (l’animatore principale, Theodore Beale alias Vox Day, è stato espulso dall’associazione degli autori di fantascienza per frasi razziste, omofobe, misogine… Un esempio: “Considero i diritti delle donne un morbo da sradicare” e parlando di immigrazione quest’altra: “L’invasione messicana degli Stati uniti è dieci volte più grande dell’Operazione Barbarossa”).

 

Questi due gruppi di fondamentalisti cristiani hanno coordinato i propri voti e aiutato i propri lettori a partecipare alla selezione, in modo da monopolizzare quasi tutte le categorie del premio Hugo: gran parte dei finalisti (tutti, in molte categorie) sono graditi a questa frangia ultracristiana, che predica diffidenza nei confronti delle donne e della modernità, e tante altre piacevoli cose.

 

La notizia è interessante (e raccapricciante) anche per chi non si interessa nello specifico di fantascienza: non perché mostri quanto i premi letterari siano manovrabili e sempre meno affidabili, questo in Italia lo sappiamo bene.

 

No: è interessante perché mostra una strategia latente, una nuova forma di censura e un modo di vedere il mondo culturale come un campo di battaglia dove imporre le proprie idee, ovunque. Di più: un’attenzione ai punti deboli del sistema da tutti i punti di vista (comunicazione, democrazia, rappresentanza diretta, scarsa attenzione e scarsa competenza) per compiere operazioni di pirataggio mediatico che si giustificano da sole nel nome di un’ideologia da imporre.

 

Così alcune grandi invenzioni nate in un contesto libertario e sognante, come la fantascienza o internet, vengono piegate facilmente a veicoli di propaganda.

Uno dei punti chiave di questa propaganda è che il sistema editoriale è governato da una casta di editor e di persone che impongono le proprie scelte: come a volte accade, però, l’epurazione di questa supposta casta (e l’aggressione simbolica ad alcuni dei suoi rituali, come i premi) non serve a creare una situazione più democratica, ma solo a incanalare la rabbia. E a imporre soluzioni. Perché per alcune persone tutto è propaganda, tutto serve per imporre una egemonia culturale.

 

In cui non ci sia nemmeno più bisogno di dar fuoco ai libri, ingenui che siamo noi, noi che siamo rimasti a Bradbury, quando il mondo invece assomiglia a Ballard.

 

 

 

 


Tags: fantascienza, Hugo, censura


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