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Quando la vita finisce

Quando la vita finisce

La sostenibilità morale dell'eutanasia

Traduzione di Paolo Garavelli
CARTONATO - 262 pagine

€ 18,00

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Descrizione

Questo saggio è un tentativo particolarmente ben riuscito di rispondere a una domanda molto impegnativa: se uccidere è male, ma perché e quali eccezioni possono darsi a questo divieto morale?
Rachels smonta la tesi tradizionale secondo cui l’uccisione intenzionale di un essere umano deve essere assolutamente proibita.Ne mostra con rigore e sobrietà i limiti logici e il legame con una peculiare tradizione religiosa e insiste sull’insostenibilità razionale dei dogmi consolidati come quello della sacralità della vita, proponendo una convincente tesi alternativa, basata sulla distinzione tra il mero vivere in senso biologico e l’avere una vita dotata di significato.
Questa tesi a sua volta implica una riconsiderazione di tutti i momenti di passaggio dalla vita alla mote, a cominciare dall’eutanasia.

Dettagli prodotto

Isbn: 978 88 7106 478 9
Pagine: 262
Anno pubblicazione: 2007
Collana: Saggi
Formato: 14 x 23 cm
Rilegatura: Cartonato
Traduttore: Paolo Garavelli

Lo sapevi che...?

In questo saggio James Rachels esamina le idee e le assunzioni che stanno alla base di una delle più importanti regole morali, quella che vieta di uccidere.
L'uccisione di un essere umano solitamente è condannata, ma in alcuni casi l'etica medica permette alcune significative eccezioni. Esiste il mero vivere in senso biologico e l'avere una vita dotata di significato. E la deontologia medica considera una eutanasia attiva e una passiva.
La distinzione tra esse, delineata nell'opera, è considerata cruciale e accettata da molti medici: l'idea secondo cui sia lecito, almeno in alcuni casi, sospendere la terapia, ma che non sia mai permesso intraprendere qualsiasi azione diretta per porre fine alle sofferenze del paziente, altro non è che l'eco di una tradizione culturale ormai discutibile. Il libro affronta questa tradizione proponendo un'alternativa filosofica.

Tags: Cultura, Morte, Società, Sofferenza

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